venerdì 4 novembre 2011

Cibi in viaggio: quando la scoperta di nuovi sapori diventa motivo di viaggio


In una città straniera mi oriento con il cibo e l’immaginazione” . L’opinione dell’aforista americano Mason Cooley (in City Aphorisms 1986) spiega come la conoscenza della cucina tipica dei luoghi che visitiamo sia parte importante di un viaggio. 
La conoscenza dei cibi, delle tradizioni culinarie, di ricette particolari, è un elemento che in alcuni casi può diventare anche il motivo che spinge al viaggio. Prodotti tradizionali che non rientrano nella nostra quotidiana lista della spesa stuzzicano la nostra curiosità. 
Ma attenzione! Il sito del National Geographic ha pubblicato un articolo dal titolo “Buoni da morire” , una serie di fotografie e spiegazioni su cibi che possono trasformare il desiderio di conoscere le tradizioni gastronomiche di altri paesi in un momento poco piacevole.
A ricordare che ormai il cibo è componente rilevante del viaggio ci ha pensato anche il New York Times che ha chiesto ai suoi corrispondenti di fare un elenco dei cibi europei che valgono il viaggio. Insomma, se è vero che la globalizzazione porta ogni sorta di cibo in quasi ogni angolo del globo, assaggiare i cibi tradizionali nel loro luogo di origine, pare avere tutto un altro sapore. Ed ecco che, nella lista del NYTimes, tra i cibi italiani troviamo il pesto ligure e la granita siciliana. 
Il desiderio di fare classifiche non si ferma. Dopo il Salone nazionale del biscotto ad Alessandria, il network gastronomico Dissapore, ha fatto il censimento dei biscotti  che bisogna provare almeno una volta nella vita. Un elenco diviso per regioni: chi volesse studiare un viaggio è già a buon punto.

E voi, per assaggiare quali cibi vi mettereste in viaggio? 

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