Fino al 31 luglio Trieste celebra il centenario della
nascita di Nereo Rocco. Il leggendario allenatore, noto come “Paròn” . Un uomo
vero, con doti di comunicatore e psicologo, non troppo avvezzo alla notorietà,
dedito al suo lavoro. La mostra porta in luce non solo il calcio ma un’intera
epoca, con l’ammirazione per l’uomo Rocco.
Ecco qualche motivo per visitare la
mostra, e anche la
città, già che ci siete.
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| Vinca il migliore! Cio', speremo de no. |
1.
“Vinca il migliore! Cio’, speremo de no.” Probabilmente la frase più famosa di Nereo
Rocco, un allenatore conosciuto anche da chi di calcio ne sa poco. In mostra ci
sono varie panche sulle quali sono scritte le frasi più famose di Rocco. Un po’
di italiano e un po’ di triestino: l’essenza dell’uomo Rocco.
2.
Spogliatoio: è quello del Padova ricostruito in mostra, con
armadietti che contengono sorprese (aprire e vedere!). Rocco è stato il primo a
trasformare un posto dove semplicemente si fa la doccia in un luogo dove si discutono gli schemi di gioco ma anche i
problemi personali dei giocatori: tra tattica e psicologia.
3.
La nuova Era dell’allenatore: con Nereo Rocco ed Helenio
Herrera le squadre di calcio degli anni Sessanta iniziano ad essere
identificate con il nome dell’allenatore.
4.
Il poeta e il calciatore: Umberto Saba e Nereo Rocco si
incrociarono nei caffè di Trieste, ma pare che non si siano mai parlati. Il
poeta scrisse alcune poesie tra cui Goal.
Di questa esiste una rara registrazione Rai che si può vedere in mostra.
Camminate nel centro storico di Trieste alla
scoperta dei caffè storici.
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| Campo virtuale in mostra:provate a fare goal. |
5.
“Me vergogno”: in mostra si scopre che Rocco fece un
carosello per pubblicizzare una marca di abbigliamento. Quando vide Milano
tappezzata di cartelloni pubblicitari con la sua foto, si vergognò.
6.
Primi!: in mostra c’è la Coppa dei Campioni vinta nella
stagione 1962/63, è la prima della
storia del Milan e la prima del calcio italiano.
7.
Correva l’anno 1982:
Rocco fu il capostipite dei grandi allenatori nati nel Friuli Venezia
Giulia. In mostra ci sono la pipa e altri cimeli di Bearzot, in omaggio ai trent’anni
dai mitici mondiali dell’82.
8.
Buon compleanno: il
20 maggio 1912 nasceva a Trieste Nereo Roch.
9.
Tutti a scuola: in mostra la pagella di Nereo Roch, anno
scolastico 1923/24.
10.
Era di certo un tipo Roch: il cognome di Nereo Rocco era di
origine austriaca (il nonno arrivò a Trieste da Vienna) ed era Roch (con
l’acca). Nel 1925 venne italianizzato in Rocco. Nereo ricordava spesso che “ mi
son de Cecco Beppe” .
11.
Lo voleva anche Fellini:
il regista vedeva in Rocco un
tipo burbero, sentimentale e simpatico, giusto per il suo Amarcord.
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| In fin dei conti, è solo calcio.... |
12.
Ce l’ho, mi manca: in una teca c’è un album di figurine con
le firme di molti giocatori. Serie A, 1967/68.
13.
Teche: sono quelle della Rai che documentano , con preziosi
filmati, gli anni celebri del Paròn, con immagini eccezionali come Celentano che
intervista Rocco al termine del derby Milan – Inter nel 1968.
14.
"La se presenti al mio ufficio": è l’osteria, luogo amato da
Rocco. Al secondo piano del Magazzino 26
è stata allestita l’osteria del Paròn dove degustare piatti tipici e il vino
che celebra il centenario , prodotto da Marco Felluga.
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| L'Osteria del Paròn |
15. A garanzia dell’esposizione c’è
Gigi Garanzini, noto
giornalista, biografo di Rocco e curatore della
mostra.
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| A Trieste, bechèr |
16.
"A Milano comendatòr, a Trieste bechèr": figlio di un macellaio che riforniva di carne
le navi che attraccavano a Trieste, Rocco preferì come “manzi” i giocatori del
Padova.
17.
Mister a chi? : Rocco non voleva esser chiamato Mister ma
semplicemente Signor Rocco.
18.
Magazzino 26: location della mostra. Suggestivo edificio
lungo 244 metri, nel cuore del Porto Vecchio, con mattoni a vista, pavimenti in
legno o cemento, travi in ferro, colonne in ghisa con capitelli corinzi. Dalla terrazza
si può dare uno sguardo sull’architettura portuale ed industriale
dell’ottocento europeo, sui settecentomila metri quadrati del
Porto Vecchio che
si sta recuperando.
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| Magazzino 26 al Porto Vecchio: la sede della mostra |
19.
C’era una volta: tra le vecchie vie, gli alti edifici, le
rotaie del Porto Vecchio sono state girate alcune scene di film come C’era una
volta in America di Sergio Leone e Il Padrino di Francis Ford Coppola.
20.
Bus linea 11: arrampicatevi tra la Trieste residenziale per
camminare su vie e scalinate del quartiere dove Rocco tornava ogni domenica
sera.
Passate per via Tarabochia e scendete alla fermata della salita Donghi.
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| Scala Donghi |
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| Il tram di Opicina |
21.
Mangiare da triestini: nei tradizionali buffet dove da
mattina a sera, ininterrottamente, si trovano bolliti di carne di maiale,
prosciutto, salsiccia e crauti, jota, gulash, gnocchi alle prugne e una birra
bionda. I più famosi: Pepi, da Rudy,
Siora Rosa.
22 .Passeggiate sul
Molo Audace e ammirate la grandiosa
scenografia di Piazza Unità d’Italia.
23. Fate un giro sul
tram di Opicina: panchette in legno e
panorami mozzafiato.
24.
“…‘ndemo ragazzi,
dài!” : l’invito di Rocco ai suoi giocatori prima di entrare in campo. Un
invito anche per noi, ancora oggi, a cent’anni dalla sua nascita.